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Sono passati due anni dal mio primo viaggio a Honk Kong, un viaggio che non dimentichero’ mai. Era tutto diverso all’epoca, questo blog non esisteva ancora, ero in una fase di transizione, avevo iniziato da poco Quest for Beauty e stavo per lasciare il mondo della fotografia di moda per dedicarmici a tempo pieno. Quel viaggio a Hong Kong era appunto per il mio ultimo lavoro da fotografa di moda. Il mio volo partiva il pomeriggio del 31 Dicembre, quando la mezzanotte e’ scoccata a NYC (dove abitavo) io ero da qualche parte sopra la Cina, non hanno detto niente in aereo, non un “Happy New Year!”, non un bicchiere di spumante e quando sono atterata mi sono ritrovata nel 2016. Era una sensazione strana non aver avuto quel momento di celebrazione della transizione tra l’anno passato e quello in arrivo, era come se l’anno per me non fosse mai finito e ora mi trovavo in un mondo parallelo , un salto dentro un altra vita…Hong Kong!

Con 7 millioni di persone, HK e’ una delle citta’ piu densamente popolate sul pianeta. Passo veloce, spazi piccoli, strade affollate. Appena uscita dall’ Airport Express (la metro che in 25 minuti ti porta in citta’ e costa solo $13) ero catapultata in un calderone di gente, strade, luci, odori e rumori. Grigia ma colorata, Cina ma non Cina.

Dopo essermi fatta 9 piani a piedi (con una valigia decisamente troppo pesante) arrivai finalmente al mio airbnb, un appartamento un po boemo nel cuore di Sham Shui Po; appena sistemata il mio host, Nicolas, un ragazzo svizzero che viveva a Hong Kong da qualche anno, mi ha portato sul tetto del palazzo, ci siamo arrampicati per una scaletta instabile e arrugginita che portava su uno spiazzo dove c’erano due seggioline di plastica bassissime,si vedeva tutta Kowloon da lassu’. Mentre bevevamo una birra e parlavamo di viaggiare e del concetto di ‘casa’ sotto di noi la citta’ respirava: le strade affollate, il casino degli autoparlanti dei venditori e dei clacson, i palazzi che circondavano la citta’ come dei giganti messi li a proteggerla, l’aria che profumava di cibo esotico e vita facendo sentire anche me piu viva che mai.

Ho passato le due settimane successive a lavorare sul set, scattare nelle strade per il mio progetto ed esplorare la citta’ nei momenti liberi. Sono andata a Tai O—un piccolo villaggio di pescatori ad Ovest di Hong Kong Island—e a vedere il Grande Buddha(o Tin Tan Buddha, che e’ un po una trappola per turisti). Ho camminato tra i mercati di Temple Street, mi sono goduta la vista daVictoria Peak e la pace del Nan Lian Park e del Man Mo Temple, ma sopratutto ho passato le mie giornate a scrivere e a mangiare come un maiale perche’, guardiamo in faccia la realta’, il cibo a Hong Kong e’ fottutamente fantastico!